In vista delle Regionali del Veneto mi sono cimentato nel ricercare i programmi in materia di ambiente dei due principali contendenti alla carica di Presidente. Una prima sorpresa è stata la difficoltà a trovare in rete il programma elettorale del candidato Manildo di centrosx, non esiste un sito Manildo presidente (o se c’è Google non lo sa) e se si cerca il suo programma appare come prima opzione un volantino sul sito del PD di Spinea (onore al merito). Per capire, quindi, cosa centrosx propone sulla questione ambientale mi sono dovuto ricercare le dichiarazioni del candidato presidente e i programmi dei singoli partiti della coalizione, anche qui, l’unico testo organico l’ho trovato sul sito di Alleanza Verdi Sinistra.
Con il centrodx è stato più facile, Stefani ha un suo sito e
il suo programma di oltre 200 pagine è rapidamente scaricabile. Mi spiace
dirlo, è pur vero che i programmi elettorali li leggono pochi drogati di
politica e qualcuno dei media, ma per il centrosx che si picca di essere sempre
la coalizione dei contenuti, questa mi è parsa una bella carenza.
Ciò detto, non farò qui un’elencazione delle numerose
doglianze sulle questioni ambientali del Veneto, basti ricordare che siamo
sempre nel gruppo dei peggiori in tema di consumo di suolo, che abbiamo una
grave questione ambientale con il problema PFAS e regolarmente siamo soggetti a
problemi di qualità dell’aria, nonché alle criticità degli eventi metereologici
intensi, ma vorrei rilevare alcuni aspetti che ho o non ho rilevato nei
programmi delle due coalizioni.
Partendo da Stefani, visto che ha il programma più organico,
bisogna dire che il suo è in primis una lunga elencazione dei successi o
presunti tali dell’epopea Zaiana, di positivo, è che il suo programma mette
nero su bianco la questione delle criticità connesse al cambiamento climatico,
l’importanza delle politiche di adattamento e mitigazione, e della
decarbonizzazione del sistema produttivo ed economico con una forte spinta
sulle rinnovabili. Calcolando come è composta la coalizione e delle posizioni di alcuni suoi esponenti, non è una dichiarazione da poco. Si guarda bene, però, dal ricordare le cattive prestazioni in tema
di consumo di suolo, l’arretratezza negli iter di bonifica dei siti inquinati
della regione, non assume alcuna posizione su questioni spinose come la diga
del Vanoi, per citarne una.
Per quanto riguarda Manildo, dal sito di AVS leggo la
contrarietà all’ampliamento di alcuni impianti di incenerimento, già approvati
(Venezia, Padova, Vicenza) e ovviamente non si dice come si farebbe fronte al
surplus di scarti da gestire, tenuto conto che già oggi la nostra regione
esporta all’estero diverse migliaia di tonnellate che vanno a recupero
energetico nei cementifici o nelle centrali dell’est Europa, dell’Ellade o
della Turchia e nemmeno come gestire i fanghi, anch’essi per quantitativi non
piccoli oggetto di export verso il nord Europa e che sono destinati a diventare
una questione sempre più rilevante mano a mano che si potenziano i sistemi di
depurazione e che diventano più stringenti anche i limiti in materia di PFAS
nelle acque di scarico. Per me una simile proposta programmatica è fonte di non
poca preoccupazione.
Tra le cose non dette, da entrambi i contendenti, ma che
hanno rilevanza strategica, secondo me, ne cito solo tre:
- L’assenza di una discarica per amianto in Veneto (AVS vuole spingere sul censimento delle coperture in Amianto in Regione, ma poi non dice come gestirle), oggi l’amianto bonificato va fuori regione a costi rilevanti per le imprese e la collettività.
- La mancanza di una posizione chiara sulla questione Laguna di Venezia. Si parla di tutela di Venezia, di rinaturalizzazione della Laguna, di sviluppo della Portualità (notizia di questi giorni la scelta del progetto per il porto d’Altura), tutela della pesca tradizionale e rilancio produttivo di Porto Marghera. Tutte queste cose non possono stare assieme soprattutto in quadro di prospettiva visti gli scenari che ci si parano davanti proprio in termine di cambiamento climatico e innalzamento del livello del medio mare. La Regione dovrebbe farsi promotrice una volta per tutte di una riflessione vera e concreta su quale possa essere davvero lo scenario più credibile per una evoluzione non traumatica di questa parte del territorio regionale.
- Estrazioni di Gas in altro Adriatico. Immagino che qui possa crearsi una corrispondenza di amorosi sensi ed entrambe le coalizioni saranno contrarie, in nome di un mal interpretato principio di cautela e fingendo che quella risorsa strategica sia meno sostenibile e sicura di quella che importiamo, anche qui declinando in modo assai poco pragmatico e perciò meno efficace la transizione energetica.
Ho, in sintesi, l’impressione che lato centrodx si
preferisca rimanere sulla linea di procrastinare o non enfatizzare le
criticità, sapendo che prima o poi comunque i nodi arriveranno e belli grossi,
ma magari sarà al pettine di qualcun altro; mentre nel centrosx vi sia stato un
mix di retorica e scarso confronto con operatori specifici e studiosi del
settore – che non fossero quelli ritenuti amici – nell’elaborazione delle
proprie proposte in materia.
Alla fine sulle questioni Ambientali rilevanti le decisioni
ci saranno, ma non verranno da Palazzo Balbi. Per scelta, presunta furbizia o manchevolezza.